La Storia

L'area che circonda l'edificio seicentesco degli Orti borromaici, in parte modellata sulla naturale pendenza dell'antico terrazzo fluviale su cui è sorto il primo nucleo romano della città di Pavia, rappresenta un'oasi naturalistica di grande importanza, in pieno centro storico. La filosofia del progetto di recupero, a cura del Dipartimento di Ecologia del Territorio dell'Università degli Studi di Pavia, si ispira a questi caratteri morfologici che connotano gli Orti borromaici come un'area di grande fascino incastonata fra l'imponente edificio dell'Almo Collegio Borromeo e la sponda destra del fiume Ticino.

La ricostruzione ambientale ha teso a ricreare un mosaico ambientale composto da gruppi di vegetazione autoctona, collocati lungo un gradiente ecologico, a partire dalle zone umide più depresse verso quelle maggiormente rilevate.
Il disegno del mosaico vegetazionale ricrea differenti fitocenosi tipiche degli ambienti di pianura: dalle formazioni igrofile a salice cenerino, al canneto, tifeto e cariceto sulle sponde dello stagno, all'ontaneta, al bosco mesoigrofilo misto di farnia e olmo, a formazioni forestali con querce e carpini, fino a situazioni xerofile e termofile a roverella, con rovi e rose selvatiche.

L'area antistante l'edificio degli Orti risponde a finalità estetico-paesaggistiche: lungo il viale principale un filare di aceri segna l'ingresso mentre sul lato opposto, una cortina vegetale mista fa da sfondo alla radura centrale a prato con betulle e faggi.

Una fascia mista di erbacee ornamentali e graminacee porta al gazebo centrale con rose rampicanti.
Sul lato antistante il Giardino del Richichi è stato ricostruito un orto di erbe aromatiche e officinali sul modello dell'Hortus conclusus medievale.

 
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